Mission




La tutela dell’ambiente, del territorio e dei suoi abitanti costituisce il principale obbiettivo delle attività di Daneco Impianti. La filosofia della società è rappresentata da una gestione dei rifiuti responsabile, consapevole, efficace ed efficiente, finalizzata all’ottimizzazione delle risorse, al potenziamento e al continuo miglioramento delle performance dei propri impianti.

Il problema della corretta gestione dei rifiuti sta assumendo proporzioni considerevoli sotto molti punti di vista: sociale, ambientale, economico e di qualità della vita. In Europa si stanno sviluppando strategie e tecnologie sempre più evolute e standard di qualità sempre più elevati. Daneco Impianti rappresenta una delle principali realtà del nostro Paese in grado di rimanere al passo coi tempi, coniugando innovazione ed efficienza in un contesto in continuo mutamento.

La crescita economica, lo sviluppo dei tessuti urbani, le attività industriali provocano ogni anno l’aumento della produzione di rifiuti. Attualmente in Italia vengono prodotte circa 140 milioni di tonnellate l’anno, di cui circa un quarto è costituito da RSU, ovvero rifiuti solidi urbani provenienti dalle abitazioni, dallo spazzamento stradale e dalla manutenzione del verde. Questo significa che ciascun cittadino produce in media 550 kg di rifiuti urbani all’anno, l’equivalente di 1,5 kg al giorno.

Che fare quindi per gestire in modo opportuno e attento un volume così elevato di rifiuti? La Comunità Europea ha identificato una gerarchia di strategie:
- Prevenzione
- Riutilizzo
- Recupero di materia
- Recupero di energia
- Smaltimento



La riduzione dei rifiuti all’origine rappresenta il punto di partenza: il rifiuto più facile da gestire è quello che non viene prodotto. Occorre in tal senso agire direttamente sulle fasi di vita dei prodotti, dalla progettazione alla produzione e al trasporto, cercando a valle del consumo di prolungarne la vita utile attraverso operazioni di controllo, pulizia e/o riparazione che ne consentano il riutilizzo senza altro pretrattamento. Per raggiungere tale obbiettivo si devono coinvolgere e indirizzare da una parte il mondo delle imprese (agendo sulla produzione) e dall’altra i consumatori (guidando i loro acquisti).

Scendendo nella scala gerarchica vi è poi il recupero di materia, che si esplica principalmente nell’attività di riciclaggio delle varie frazioni merceologiche (carta, plastica, alluminio, vetro, legno). Ciò permette di trasformare gli scarti in nuovi prodotti, con un significativo risparmio di materie prime ed energia. La frazione biodegradabile degli RSU può invece essere sottoposta al processo di compostaggio, finalizzato alla stabilizzazione del materiale, alla riduzione della sua putrescibilità e alla produzione di compost, un ammendante riutilizzabile in agricoltura.
Solo quando non sia più possibile il recupero di materia, il materiale residuo deve essere destinato al recupero energetico, ovvero alla combustione in impianti dedicati (termovalorizzatori) o in impianti esistenti in sostituzione dei combustibili fossili (cementifici e centrali elettriche). Tale processo consente di non sprecare un grande contenuto energetico, sterilizzando allo stesso tempo il rifiuto residuo e riducendone significativamente il volume da inviare a discarica.

La frazione organica invece può contribuire al recupero di energia mediante il trattamento di digestione anaerobica: il  processo infatti genera biogas, un gas con significativo potere calorico che viene bruciato in motori per la produzione di energia elettrica e termica.
Infine, solo quando non sia più possibile alcuna attività di recupero, il materiale residuo deve essere smaltito in discariche controllate, veri e propri impianti industriali il cui l’impatto viene  minimizzato mediante opportuni presidi ambientali e interventi di mitigazione paesaggistica e dove è possibile operare anche un recupero energetico, attraverso l’estrazione del biogas e il suo utilizzo per la produzione di energia elettrica e/o termica.

Tutte le strategie di cui sopra, nella pratica, si esplicano in una serie di attività tecnologiche che vanno a costituire il cosiddetto ciclo integrato di gestione dei rifiuti. Non esiste un ciclo universalmente ottimo: la soluzione più efficiente è costituita da un mix equilibrato delle varie tecnologie ed è legata alle caratteristiche di ciascuna area geografica (popolazione, produzione annua e caratteristiche merceologiche dei rifiuti, ecc.).