Termovalorizzazione

La frazione dei rifiuti che residua dalle attività di recupero di materia possiede ancora un elevato contenuto energetico e, quindi, costituisce un’importante risorsa da sfruttare: destinare direttamente a discarica tali flussi significherebbe sprecare una fonte energetica con grandi potenzialità di sviluppo.



Il recupero di energia si può esplicare in diversi modi: la termovalorizzazione in impianti dedicati ed il co-incenerimento in impianti esistenti in sostituzione dei combustibili fossili (centrali termoelettriche, cementifici) rappresentano le principali vie percorribili.
Con il termine termovalorizzazione si intende il processo di combustione controllata dei rifiuti, finalizzato al recupero del loro contenuto energetico e alla produzione di energia elettrica e/o termica. In genere, tale tecnologia risulta applicabile a bacini d’utenza di dimensioni medio-grandi, ovvero per quantitativi annui di rifiuti da gestire superiori a 120.000 – 130.000 tonnellate (equivalenti ad una potenza elettrica installata maggiore di 12 - 15 MW).

I vantaggi conseguibili, rispetto allo smaltimento diretto in discarica, sono molteplici:
- riduzione del peso e del volume dei rifiuti da smaltire fino al 90%;
- sterilizzazione del materiale, ovvero eliminazione della sua putrescibilità e della conseguente emanazione di odori;
- recupero del contenuto energetico dei rifiuti per la produzione di energia.


Gli impianti di termovalorizzazione sono impianti a tecnologia complessa, dotati di sofisticati sistemi di controllo in continuo e di efficienti presidi ambientali. Le principali sezioni impiantistiche sono le seguenti.
- Sistema di ricezione, stoccaggio e alimentazione. I rifiuti vengono conferiti tramite autocompattatori e stoccati in una fossa chiusa e mantenuta in aspirazione per minimizzare l’impatto visivo e olfattivo; da qui, mediante un carroponte, il materiale viene caricato nella tramoggia di alimentazione del combustore.
- Combustore e caldaia. Il combustore rappresenta il cuore dell’impianto ed è solitamente del tipo a griglia mobile. Mediante uno spintore di carico, i rifiuti vengono alimentati sulla griglia, dove avviene il processo di ossidazione grazie all’iniezione di aria di combustione e senza l’utilizzo in continuo di combustibile ausiliario. La frazione inerte del materiale (pari solitamente al 15-20% del totale), una volta giunta alla fine della griglia, viene scaricata dal sistema e trasferita in un’opportuna fossa di stoccaggio. I fumi di combustione, invece, cedono il proprio calore all’acqua circolante all’interno della caldaia, portando alla produzione di vapore surriscaldato.
- Turbina a vapore e ciclo termico. Il vapore prodotto dalla caldaia viene immesso in turbina per la generazione di energia elettrica. Una volta scaricato dalla turbina, il vapore esausto viene riportato allo stato liquido da un condensatore (ad acqua o ad aria) e viene inviato al degasatore, previo preriscaldo per scambio termico con i fumi di combustione e col vapore esausto in uscita dalle varie utenze. Dal degasatore, l’acqua di alimento viene inviata nuovamente al generatore di vapore per l’inizio di un nuovo ciclo.
- Linea di trattamento fumi. I gas di combustione in uscita dalla caldaia vengono sottoposti ad una serie di trattamenti finalizzati alla rimozione degli inquinanti (polveri, gas acidi, microinquinanti e ossidi di azoto): per ciascun inquinante è prevista una sezione di abbattimento ad hoc, dimensionata e progettata in modo da raggiungere valori di concentrazione trascurabili rispetto ai limiti di emissione in atmosfera, conseguendo un elevato livello di protezione dell’ambiente.
- Sistemi ausiliari. Sono costituiti da una serie di sezioni complementari, necessarie per il corretto funzionamento dell’impianto: aria compressa, acqua demineralizzata, impianto elettrico, strumentazione in campo, sistema di controllo e supervisione, sistema di monitoraggio emissioni, ecc.
Allo stato attuale, gli impianti di termovalorizzazione sono assolutamente sicuri, sia per l’uomo che per l’ambiente; basti pensare che le emissioni in atmosfera sono anche decine di volte inferiori rispetto a quelle delle centrali termoelettriche e dei cementifici e, per alcuni parametri, risultano persino inferiori alle caldaie a pellet.
Nella progettazione dei propri termovalorizzatori, Daneco Impianti mira ad ottimizzare le prestazioni sia in termini di recupero energetico, sia in termini di minimizzazione delle emissioni in atmosfera, del consumo di risorse idriche e della produzione di residui solidi da inviare a smaltimento: l’obbiettivo di fondo è assicurare un’elevata protezione dei cittadini e dell’ambiente nel suo complesso e permettere il corretto inserimento degli impianti nelle realtà territoriali di riferimento.


Case History

Salerno (2011) - Termovalorizzatore rifiuti
SCOPE OF WORK: Costruzione e gestione di un impianto di termovalorizzazione rifiuti.

VALORE COMMESSA: Circa 260 M€ (costruzione termovalorizzatore)