Salerno (2011) - Termovalorizzatore rifiuti

SCOPE OF WORK: Costruzione e gestione di un impianto di termovalorizzazione rifiuti.

VALORE COMMESSA: Circa 260 M€ (costruzione termovalorizzatore)



TIPO APPALTO: Gara Pubblica – Procedura aperta per l’affidamento della concessione di lavori per la realizzazione di un impianto di termovalorizzazione dei rifiuti della provincia di Salerno.

RIFIUTI TRATTATI: Rifiuto urbano residuale dalla raccolta differenziata (300.000 t/anno) e scarti provenienti dalle attività di riciclaggio rifiuti.

PROCEDURA DI GARA: Offerta economicamente più vantaggiosa

STORIA DELLA COMMESSA
Il giorno 2/11/2010 la Provincia di Salerno ha pubblicato il Bando di Gara Pubblica per l’affidamento della costruzione e gestione dell’impianto di termovalorizzazione dei rifiuti prodotti nella provincia.
Daneco Impianti ha partecipato alla gara come Mandataria del Raggruppamento Temporaneo d’Impresa (RTI) Daneco Impianti – RCM Costruzioni - ACMAR. L’offerta, contenente il Progetto Definitivo dell’impianto, lo Studio d’Impatto ambientale, la documentazione economico-finanziaria ed amministrativa richieste dal Bando, è stata presentata il 31/01/2011.
Il raggruppamento è stato dichiarato aggiudicatario in via provvisoria il giorno 20/06/2011, con un punteggio di 90,815 contro 84,070 del secondo raggruppamento classificato (De Vizia Transfer – Lombardi). L’aggiudicazione definitiva è giunta il 28/07/2011.
L’ATI capitanata da De Vizia Transfer il 19/08/2011 ha presentato ricorso al TAR Lazio per chiedere l’annullamento dell’aggiudicazione alla Daneco Impianti. Attualmente si è in attesa della pronuncia in merito del TAR Lazio.

DESCRIZIONE DELL’IMPIANTO
La progettazione dell’impianto ha avuto come obiettivo principale quello di proporre soluzioni tecnologiche rappresentative dello stato dell’arte, finalizzate ad assicurare un’adeguata flessibilità rispetto alla quantità ed alla qualità dei rifiuti da trattare e a conseguire un elevato livello di protezione dell’ambiente in tutte le sue matrici, della salute pubblica e della sicurezza del personale, senza rinunciare all’ottimizzazione del  rendimento termoelettrico.
L’impianto di termovalorizzazione risulta idoneo a trattare 300.000 t/a di combustibile in ingresso, con riferimento ad un Potere Calorifico Inferiore (P.C.I.) pari a 11.000 kJ/kg (condizione di normale funzionamento – NOP). Alle condizione di massimo carico continuo (MCR) la capacità di trattamento è invece di circa 350.000 t/a.
L’impianto, in grado di garantire una disponibilità minima di 7800 ore/anno, è previsto soprattutto per la generazione di energia elettrica; lo stesso risulta inoltre predisposto per l’eventuale cessione di calore in assetto cogenerativo (utilizzi civili e/o industriali).
Sono state previste 2 linee di processo, ciascuna avente capacità e potenza termica rispettivamente pari a 22,5 t/h e 68,75 MW termici.

Ciascuna linea è dotata di:
- sistema di combustione: griglia mobile raffreddata ad acqua;
- generazione vapore: caldaia integrata a configurazione orizzontale con 3 canali a radiazione, in grado di produrre circa 83 t/h di vapore surriscaldato (50 bar – 420°C);
- trattamento fumi a secco: elettrofiltro, reattore Venturi con iniezione di bicarbonato di sodio e carboni attivi, filtro a maniche e reattore De-NOx catalitico.

Il sistema di recupero energetico, comune alle 2 linee di processo, è costituito da: ciclo termico con turboalternatore (con possibilità di estrazione vapore per l’alimentazione dell’eventuale rete di teleriscaldamento) e condensatore ad aria; la potenza elettrica lorda resa disponibile è superiore a 37 MW elettrici.
L’articolazione su due linee di processo agevola le attività di manutenzione e conferisce flessibilità alla gestione, oltre a garantire il funzionamento dell’impianto anche in condizioni di fuori servizio di una linea. La strutturazione del layout ha contemplato anche l’ipotesi di un possibile ampliamento: ove il territorio lo ritenesse opportuno, si avrà la possibilità di una futura espansione mediante l’installazione di una terza linea di termovalorizzazione.
La necessità di rendere il progetto sostenibile anche dal punto di vista sociale e territoriale ha comportato particolare attenzione alla minimizzazione degli impatti ambientali e all’inserimento paesaggistico dell’impianto. Lo studio di impatto ambientale predisposto ha attentamente valutato tutte le alternative tecnologiche, individuando quelle di minima emissione di agenti inquinanti, soprattutto per quanto riguarda la ricaduta degli inquinanti al suolo.
Dal punto di vista paesaggistico, il concept architettonico ha mirato a presentare l’impianto come una potenziale attrattiva turistica, perfettamente integrata nel tessuto urbanistico. La progettazione si è prefissata l’obbiettivo di proporre un complesso edilizio con caratteristiche e volumi che richiamassero l’ambiente circostante, costituito da serre e coltivazioni agricole, soprattutto frutteti, agrumeti, uliveti e vigneti.
Il Piano Economico e Finanziario ha previsto un orizzonte di 21 anni, di cui 3 anni di costruzione e 18 di gestione. Il valore totale dell’investimento, al netto delle somme a disposizione della Commissione Aggiudicatrice, è pari a circa 260 M€. Gli oneri totali di gestione sono di circa 32 M€/anno alle condizioni di NOP (valutati al 2015, primo anno di pieno esercizio); la formazione dei ricavi di gestione è rappresentata da due tipologie:
- Tariffa di conferimento dei rifiuti, mediamente pari a circa 93 €/t (valore di offerta di 86 €/t aggiornato al 2015), per una quantità totale annualmente conferita pari a 300.000 t (NOP).
- Vendita di energia elettrica: valutata considerando per i primi otto anni un incentivazione basata sul meccanismo del CIP 6/92 e per gli anni successivi il prezzo di vendita dell’energia sul mercato, applicati ad una produzione annua di energia pari a circa 220.000 MWh (NOP).



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