Ottana (2006) - Centrale Termica Integrata

COMMITTENTE: Regione Autonoma della Sardegna

VALORE COMMESSA: Circa 235 M€ (costruzione Centrale Termica Integrata)



SITO: Ottana (NU)

TIPO APPALTO:
Avviso Pubblico - Progettazione, costruzione e gestione di una Centrale Termica Integrata (CTI) da finanziare con capitali privati mediante procedura ai sensi della legge 11 febbario 1994 n. 109 s.m.i. da realizzarsi nell’Agglomerato Industriale di Ottana (NU).

SCOPE OF WORK: Costruzione e gestione per 27 anni di una CTI a rifiuti e biomasse.

COMBUSTIBILI: Frazione secca da Rifiuti Solidi Urbani, biomasse solide vegetali.

PROCEDURA DI GARA:
Offerta economicamente più vantaggiosa.

STORIA DELLA COMMESSA
Il giorno 25/04/2006 la Regione Autonoma della Sardegna ha pubblicato un “Avviso indicativo di finanza di progetto” (scelta del promoter) per la progettazione, costruzione e gestione di una centrale termica alimentata a rifiuti e biomasse, da realizzarsi nell’Agglomerato Industriale di Ottana (NU) mediante finanziamento con capitali privati.
Daneco Impianti ha partecipato alla gara come Mandataria dell’Associazione Temporanea di Imprese (ATI) costituita da Daneco Impianti e Covanta. L’offerta, contenente il Progetto Preliminare, lo Studio di Prefattibilità ambientale e la relativa documentazione economico-finanziaria e amministrativa, è stata presentata il 30/06/2006.
In data 11/05/2007 la Commissione Aggiudicatrice ha redatto la relativa graduatoria, presentando alla Giunta Regionale le caratteristiche fondamentali della proposta del 1° classificato, in modo da porla a base della successiva gara d’appalto. La Giunta Regionale ha dato quindi mandato ai vari enti pubblici locali di definire le modalità di approvvigionamento delle biomasse e avviare opportune interlocuzioni con il proponente per l’introduzione di migliorie del sistema, a cui far conseguire la dichiarazione di pubblica utilità con apposita delibera regionale.
In seguito, estensive e radicali modifiche impiantistiche al progetto preliminare della centrale, nonché vincoli e difficoltà a livello politico, hanno portato alla cancellazione della successiva Gara Pubblica per la costruzione e gestione dell’impianto.

DESCRIZIONE DELL’IMPIANTO
L’impianto è stato progettato per trattare termicamente 270.000 t/anno di frazione secca proveniente da Rifiuti Solidi Urbani (RSU) e 162.000 t/anno di biomassa solida forestale (cippato di legno).
I poteri calorifici di progetto sono pari a 12 MJ/kg per i rifiuti (con valori minimi dell’ordine dei 10 MJ/kg e con punte di 18 MJ/kg) e 10 MJ/kg per le biomasse (range 7 – 14 MJ/kg).
Sono state previste:
    per la sezione a rifiuti: 2 linee di processo aventi capacità e potenza termica unitaria pari rispettivamente a 18 t/h e 60 MWt, ciascuna dotata di sistema di combustione (griglia mobile raffreddata ad acqua), generazione vapore (caldaia integrata a configurazione orizzontale) e trattamento fumi (del tipo a secco, incluso De-NOx catalitico - SCR); la produzione di energia risulta invece concentrata in un ciclo termico comune alle 2 linee, con turboalternatore di potenza pari a circa 31 MWe.
    Per la sezione a biomasse: una linea di capacità pari a 21,6 t/h e potenza termica pari a 60 MWt, dotata di sistema di combustione (griglia raffreddata ad aria), generazione vapore (caldaia integrata, incluso De-NOx termico - SNCR) e trattamento fumi (iniezione in duct di calce + filtrazione); la produzione di energia viene realizzata tramite un ciclo termico indipendente dal precedente, con turboalternatore di potenza pari a circa 15 MWe.
Per lo smaltimento dei residui solidi di processo derivanti dall’impianto nel suo complesso è stata prevista una discarica di servizio in situ, di volume utile pari a circa 2.200.000 m3, dimensionata per ricevere le scorie di combustione, le ceneri di caldaia e i prodotti finali del trattamento fumi (previa inertizzazione).
Il progetto contempla inoltre l’ipotesi di un servizio continuo di produzione di vapore tecnologico a favore delle industrie presenti nell’Agglomerato Industriale di Ottana, oltre all’eventuale erogazione di altre utilities (aria compressa, azoto, acqua industriale, acqua demineralizzata): nel layout impiantistico si è quindi prevista un’area dedicata all’installazione dei servizi ausiliari preposti a tale scopo. Pertanto, il Piano Economico-Finanziario (PEF) ha considerato anche una “variante” al Piano Base che prevede la simulazione dell’effetto economico apportato dalla cessione del vapore e delle altre utilities sulla tariffa finale di conferimento della frazione secca. 
Alle condizioni di normale funzionamento (ipotesi di base per la redazione del PEF), l’impianto è in grado di trattare 225.000 t/anno di rifiuti e 135.000 t/anno di biomasse.
Si è ipotizzato un orizzonte finanziario di 27 anni, di cui circa 3 per la costruzione e 24 per la gestione. Il valore totale dell’investimento è stato valutato intorno a 235 M€; l’onere totale di gestione è pari a circa 25 M€/anno. La formazione dei ricavi di gestione è rappresentata da tre tipologie:
    Vendita di energia elettrica, basata sul meccanismo di incentivazione dei Certificati Verdi (CV) e sull’applicazione delle relative tariffe alla cessione     annuale di circa 300.000 MWh;
    conferimento della frazione secca dei rifiuti, calcolato sulla base di una tariffa media pari a circa 100 €/t e di una quantità totale annualmente conferita pari a 225.000 t;
    vendita di utilities (opzionale), quali vapore, acqua, aria e azoto in varie caratteristiche e quantità, basata sulle tariffe unitarie in vigore nell’Agglomerato Industriale di Ot


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