Cagliari (2007) - Impianto di trattamento meccanico biologico

ENTE APPALTANTE CASIC, Consorzio Area per lo Sviluppo Industriale di Cagliari

IMPORTO DI COSTRUZIONE 12 M€



SITO Comune di Capoterra (CA), Località Macchiareddu
RIFIUTI TRATTATI RSU, ROS, verde da RD
POTENZIALITÀ SELEZIONE PRIMARIA 220.000 t/a RSU
BIOSTABILIZZAZIONE 49.000 t/a FORSU + 20.000 t/a ROS + 4.000 t/a verde
PRODOTTI FOS, compost di qualità, ferrosi
ULTIMAZIONE LAVORI Aprile 2007
IMPORTO DI COSTRUZIONE 12.000.000 €
GESTIONE Da aprile 2007 a giugno 2008 in carico a DANECO,ora in carico al CASIC

Il CASIC, Consorzio area per lo sviluppo industriale di Cagliari, è la Società che attraverso la sua controllata TecnoCASIC si occupa della gestione dei rifiuti solidi urbani indifferenziati e provenienti da RD in tutta l’area del consorzio cagliaritano. Il CASIC gestisce da anni in località Macchiareddu il termovalorizzatore, all’interno del quale era localizzata la vecchia linea di selezione primaria da sostituire, mentre il nuovo
impianto di compostaggio, dedicato alla stabilizzazione delle frazioni umide, è localizzato in un’area posta di fronte alla piattaforma esistente.
L’impianto è stato realizzato in seguito all’aggiudicazione dell’appalto concorso bandito nell’ottobre dell’anno 2002.

Il reparto di selezione primaria
Il reparto di selezione primaria, posto all’interno del termovalorizzatore, è realizzato in doppia linea. Gli automezzi scaricano i rifiuti nella fossa di stoccaggio provvisorio, dalla quale sono movimentati per mezzo di grù a ponte per l’alimentazione dei due trituratori lacerasacchi.
Appositi trasportatori recuperano il materiale triturato e caricano i vagli a dischi, per la successiva selezione del rifiuto in due flussi:
- sopravaglio, costituito principalmente dalla frazione secca, inviata all’inceneritore, previa deferizzazione
- sottovaglio, costituito dalla frazione umida, trasportata al vicino impianto di biostabilizzazione
Anche il flusso di sottovaglio è deferrizzato per mezzo di magneti permanenti prima di essere convogliato alla postazione di carico costituita da due autocarri compattatori, che trasportano il materiale selezionato al vicino impianto di biostabilizzazione.
La potenzialità complessiva di ciascuna linea è pari a 80 t/h. Il reparto di selezione primaria è dotato di aspirazione localizzata, allo scopo di preservare l’ambiente di lavoro dalle polveri sviluppate durante il processo di lavorazione dei rifiuti. Le arie esauste aspirate dal ventilatore sono depolverate attraverso filtro a maniche, con efficienza superiore al 95% per evitare impatti sull’ambiente.

L’impianto di compostaggio
Effettuata la pesatura presso la pesa a ponte, i mezzi conferitori accedono all’impianto di biostabilizzazione. Le tre tipologie di rifiuti in ingresso all’impianto sono scaricate in aree distinte dell’edificio ricezione,così da evitare commistione di materiali diversi.

La ricezione dei rifiuti è effettuata tramite scarico a raso, così da facilitarne il controllo visivo e la pulizia.
Le tre tipologie di rifiuti sono accumulate in aree distinte e sono movimentate tramite pala gommata:
- la FORSU è convogliata tramite alimentatore a piastre alla biostabilizzazione;
- gli sfalci sono caricati nel mulino cippatore, e da qui inviati al miscelatore
- i ROS sono caricati nel mulino rompisacchi per una riduzione dimensionale, quindi deferrizzati e infine inviati al vaglio rotante, con foratura 80 mm, che ripartisce il materiale in due flussi:
- la frazione di sopravaglio, di natura combustibile, successivamente pressata e inviata al termovalorizzatore
- la frazione di sottovaglio, costituita dalla matrice umida, successivamente trasferita al miscelatore dove si unisce al flusso proveniente dal cippatore, per essere inviata a compostaggio

Il materiale da igienizzare è immesso all’interno di una serie di vasche fisicamente separate per evitare la commistione dei due prodotti. Le due tipologie di materiale sono alimentate al trattamento tramite un sistema di nastri mobili. Terminato il riempimento della prima vasca, si effettua il rivoltamento mediante macchina voltacumuli automatica. Quando il materiale ha subito l'intero ciclo di rivoltamento e aerazione è scaricato automaticamente sui nastri di evacuazione.
Lo scarico dei due materiali avviene in maniera del tutto separata.
Ciò permette di evitare il mescolamento delle due frazioni fino all’area di raffinazione. L’aerazione del materiale in biostabilizzazione è conseguita mediante ventilatori dedicati, uno per ciascuna vasca di stabilizzazione. L’aria è insufflata attraverso elementi forati realizzati in materiale plastico.
Il materiale da raffinare è accumulato in aree polmone separate ed è caricato mediante pala gommata alla linea di raffinazione, costituita da vaglio oscillante, che separa la frazione secca residua dalla frazione umida, e dalle tavole densimetriche per la separazione del vetro, che è inviato a discarica controllata, mentre la FOS/compost è inviata a maturazione, su una platea in cemento armato esterna.
Al termine del processo la FOS ottenuta da RSU può essere utilizzata in attività di ripristino ambientale, mentre il compost di qualità è utilizzato per scopi agronomici.

Aspirazione e trattamento delle arie esauste
Tutti gli edifici sono posti in depressione mediante aspirazione delle arie esauste, con lo scopo di controllare l'emissione delle polveri e di abbattere i cattivi odori generati nelle diverse fasi di lavorazione.
L’impianto è composto da:
- circuito di aspirazione diffusa, realizzato capillarmente su tutto l’edificio, avente lo scopo di garantire il numero di ricambi orari all’intero volume
- circuito di aspirazione localizzata, con lo scopo di aspirare le polveri direttamente dal punto critico di sviluppo, vale a dire salti nastro e macchine di processo

A tutti i reparti sono garantiti un numero di ricambi orari adeguati. L’aria aspirata localmente è trattata per mezzo di filtro a maniche, mentre l’aria aspirata dalla biostabilizzazione è invece sottoposta al processo di lavaggio e biofiltrazione prima del rilascio in atmosfera. Il processo descritto permette un’efficienza di abbattimento degli odori superiore al 96%.

Trattamento dei reflui
Le acque reflue prodotte dall’impianto sono canalizzate in circuiti dedicati, così da evitare ogni possibile contaminazione ambientale. In particolare:
- i percolati sono convogliati e inviati a una vasca di stoccaggio, dalla quale si indirizzano a impianti di trattamento terzi
- le acque di prima pioggia sono canalizzate e inviate a vasche di stoccaggio le acque di seconda pioggia e di copertura sono indirizzate allo scarico nel corpo idrico
- le acque civili sono avviate alla fognatura consortile



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